Sì ad una completa riparazione – Decisione importante del Consiglio nazionale

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I promotori dell’iniziativa per la riparazione prendono atto con grande soddisfazione che per la prima volta il Consiglio nazionale si è espresso a favore di una completa elaborazione e analisi delle misure coercitive a scopo assistenziale. Così facendo il Consiglio nazionale sostiene anche i contributi di solidarietà per le vittime gravemente colpite. Se il Consiglio agli Stati confermerà questa decisione, gli iniziativisti si consulteranno su un possibile ritiro della propria iniziativa.

Il Consiglio nazionale dice sì al controprogetto del Consiglio federale che riprende le principali esigenze dell’iniziativa per la riparazione. Per l’iniziativista Guido Fluri una cosa è certa: «L’iniziativa per la riparazione ha portato ad un cambiamento del modo di pensare nella società e nella politica. La decisione del Consiglio nazionale è una pietra miliare nella lotta delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale. Finalmente è tangibile una soluzione equa». Mentre in passate occasioni i contributi di solidarietà erano sempre stati rifiutati, il Consiglio nazionale ha approvato oggi per la prima volta anche una riparazione finanziaria. Con questa decisione viene accolta una storica rivendicazione delle vittime.

Il sì alla riparazione di oggi è stato possibile grazie a una vasta alleanza che si è impegnata per una soluzione nella fase di avvicinamento al dibattito parlamentare. Fanno parte del comitato di iniziativa e di sostegno dell’iniziativa per la riparazione Consiglieri nazionali e Consiglieri agli Stati di tutti i partiti. Sostengono una completa riparazione anche le chiese svizzere, l’Unione svizzera dei contadini, la maggioranza dei cantoni, la conferenze cantonali delle direttrici e dei direttori delle opere sociali (CDOS), per la protezione dei minori e degli adulti (COPMA) e delle direttrici e direttori d’archivio (CDA), nonché l’Unione delle città svizzere (UCS) e l’Associazione dei comuni svizzeri (ACS) e tante altre associazioni.

Il controprogetto quale possibile alternativa all’iniziativa per la riparazione

Il controprogetto vuole mettere a disposizione 300 milioni di franchi per prestazioni finanziarie a favore delle vittime. Si tratta di 200 milioni di franchi in meno di quanto chiede l’iniziativa popolare per la riparazione. La differenza si spiega con la stima del numero delle vittime: l’iniziativa per la riparazione parte dal presupposto che siano state 20'000 le persone toccate dalle misure coercitive, mentre il controprogetto le stima tra 12'000 e 15'000. Gli iniziativisti riconoscono che il controprogetto contempla ulteriori misure per migliorare la situazione finanziaria precaria di molte vittime. A questo si aggiunge pure l’ampia analisi ed elaborazione scientifica ancorata nel controprogetto che permetterà di proseguire gli approfondimenti di carattere storico.

La domanda su un possibile ritiro dell’iniziativa si porrà solo dopo la decisione del Consiglio agli Stati

Gli iniziativisti constatano che il controprogetto contiene gli elementi centrali dell’iniziativa per la riparazione anche dopo le deliberazioni del Consiglio nazionale. Il controprogetto crea i presupposti affinché le persone che da bambini hanno subìto collocamenti coatti e migliaia di altre vittime, oggi perlopiù anziane e deboli, possano beneficiare di una riparazione mentre sono ancora in vita.

Gli iniziativisti discuteranno i possibili prossimi passi dopo il dibattito in Consiglio agli Stati e in presenza di una decisione del Parlamento cresciuta in giudicato. Si tratta di considerare tutti gli argomenti. Se il Consiglio agli Stati confermerà la decisione della camera bassa nella sua versione attuale, gli iniziativisti si consulteranno su un possibile ritiro dell’iniziativa.